Come funziona la Borsa elettrica o Ipex?

La Borsa elettrica nazionale è entrata in funzione nel 2007, a seguito dell’approvazione del decreto legislativo “Bersani” sulla liberazione del mercato delle forniture del servizio elettrico, come richiesto dal Consiglio dell’Unione Europea. La Borsa elettrica può essere definita come il punto d’incontro tra offerta e domanda, rappresentato da una parte dai produttori di energia elettrica e dall’altra dai fornitori, che poi immetteranno il servizio di fornitura sul mercato per i consumatori finali. Il PUN è il prezzo medio che si forma sulla Borsa dell’Energia Elettrica, gestita dal GME (Gestore dei Mercati Energetici).

Come nel mercato finanziario le transazioni di titoli o azioni fra acquirenti e venditori avvengono nella “Borsa” (in passato un luogo fisico, oggi un mercato telematico), nel mercato dell’energia elettrica le transazioni fra acquirenti e venditori di elettricità avvengono alla “Borsa elettrica”, uno specifico mercato telematico gestito dalla società Gestore dei Mercati Energetici (GME). A differenza di altre borse, però, su quella elettrica operano trader con un elevata specializzazione.

La Borsa Elettrica Italiana, nota fra gli addetti ai lavori con l’acronimo di IPEX (Italian Power Exchange), è dunque il mercato fisico per lo scambio dell’energia elettrica. Attraverso le contrattazioni sul mercato, grossisti ed eventuali clienti finali possono acquistare energia per i propri fabbisogni con l’obbligo di programmare, su base oraria, il profilo di prelievo necessario. Per il mercato tutelato e per quello di salvaguardia le operazioni in borsa sono effettuate dall’Acquirente Unico.

Le transazioni della Borsa elettrica avvengono su una piattaforma telematica, accessibile agli operatori tramite la rete internet. Tali transazioni si svolgono abitualmente sulle piattaforme di trading messe a disposizione, dietro compenso, da alcuni broker del settore. Esiste anche una piattaforma messa a disposizione dal GME, la piattaforma MTE, che però ad oggi risulta poco utilizzata, per le grosse garanzie chieste dal GME per parteciparvi, è quindi poco liquida.

La Borsa elettrica costituisce dunque un po’ il “motore” del mercato elettrico, in quanto attraverso di essa che i produttori offrono l’energia prodotta dalle centrali ed i fornitori acquistano l’energia per i loro clienti finali. In questo modo, non occorrono trattative dirette tra produttori e fornitori e le quantità e i prezzi si formano in maniera trasparente sul mercato ogni giorno. Infatti, la borsa elettrica è un sistema organizzato di offerte, di vendita e di acquisto di energia elettrica.

Puoi scaricare la guida del GME alla Borsa elettrica italiana da qui.

In altri mercati meno aperti alla concorrenza, i fornitori devono approvvigionarsi contattando direttamente i produttori. In questi, casi le condizioni d’acquisto non sono pubblicamente disponibili e i produttori possono scegliere le tariffe da applicare ai diversi fornitori, rendendo difficile per l’utente finale capire se il proprio trader acquista l’energia meglio o peggio degli altri. Il risultato è che la Borsa fa sì che il prezzo pagato per l’energia sia il più basso possibile in ogni dato momento.

La vendita di energia elettrica viene effettuata ogni giorno per il giorno successivo ricorrendo ad una contrattazione su base oraria dove l’incontro tra domanda e offerta viene effettuata attraverso il sistema del cosiddetto “prezzo marginale”. Semplificando, tale meccanismo remunera i produttori pagando a tutti il prezzo di equilibrio tra domanda e offerta, che è pari al prezzo dell’offerta più costosa tra quelle accettate per soddisfare la domanda di energia elettrica prevista.

La Borsa elettrica esiste perché, diversamente da quel che si potrebbe pensare, non tutti i fornitori sono anche produttori di energia elettrica. All’interno di questo mercato si viene a quantificare il Prezzo Unico Nazionale, indicato spesso con l’acronimo PUN, sulla base di tariffe che vengono determinate nel Mercato del Giorno del Prima. Il PUN viene anche rilevato sulla base di un calcolo della media ponderata dei prezzi di zona, rapportata sui numeri e sulle percentuali degli acquisti totali.

Il PUN è il risultato di aste, che coprono la richiesta di energia prevista, ora per ora, con l’elettricità offerta da vari operatori. Nelle aste si accetta, cioè si “dispaccia”, prima l’offerta più economica e poi, via via, i “pacchetti” più cari, fino a coprire tutto il fabbisogno. A determinare il prezzo orario che si applica a tutti gli impianti è la fonte più cara selezionata. Le rinnovabili non programmabili, come solare ed eolico, sono offerte a prezzo zero, così da non rischiare di non essere selezionate.

Il mercato elettrico si articola in diverse fasi, sia per l’ordine temporale di esecuzione sia per gli attori coinvolti: mercato elettrico a pronti (MPE), mercato elettrico a termine (MTE) e piattaforma per la consegna fisica dei contratti finanziari (CDE). Il mercato elettrico comunemente detto è il mercato a pronti, che si articola in tre sottofasi (Mercato del Giorno Prima, Infragiornaliero e Servizio di dispacciamento), dove vengono condotte le sedute di contrattazione dell’energia.

Il Mercato del Giorno Prima (MGP) ospita la maggior parte delle transazioni di compravendita di energia elettrica. Su tale mercato, infatti, si scambiano “blocchi orari” di energia per il giorno successivo. In pratica, gli operatori partecipano presentando offerte nella quali indicano la quantità ed il prezzo massimo/minimo al quale sono disposti ad acquistare/vendere. La seduta si apre alle 08.00 del nono giorno antecedente il giorno di consegna e si chiude alle 9.15 del giorno precedente il giorno di consegna.

Il Mercato del Giorno Prima, gestito dal GME, è quindi un mercato d’asta e non un mercato a contrattazione continua. Le offerte di vendita accettate sono valorizzate al prezzo di equilibrio della zona a cui appartengono, determinato, per ogni ora, dall’intersezione della curva di domanda e di offerta e differenziato in base alle zone. Per la remunerazione dei produttori è applicato un prezzo zonale. Le offerte di acquisto accettate, invece, sono valorizzate al prezzo unico nazionale (PUN).

Il Mercato Infragiornaliero (MI), invece, è la sede di negoziazione delle offerte di acquisto e vendita di energia elettrica per ciascuna ora del giorno successivo, ai fini della modifica dei programmi di immissione e prelievo definiti sul Mercato del Giorno Prima. Le offerte sono accettate dal GME in ordine di merito. Le offerte accettate modificano i programmi preliminari e determinano i programmi aggiornati di immissione e prelievo di ciascun punto di offerta per il giorno successivo.

Schema del mercato dell’energia elettrica e del sistema elettrico in Italia.

Naturalmente, è possibile acquistare e vendere energia sulla Borsa elettrica anche solo a scopo speculativo, come in qualsiasi borsa. Infatti, sulla Borsa elettrica è possibile acquistare e vendere sia energia che verrà poi immessa e prelevata dalla rete per essere consumata, lucrando sulle variazioni di prezzo nel tempo, come si fa sui mercati finanziari. Si tratta, in questo caso, di una vera e propria attività di trading, anche se per certi versi più complessa rispetto a quella praticata sulle borse finanziarie.

Inoltre, come in finanza la compravendita di titoli all’ingrosso (cioè relativi a cifre di grossa entità) può essere effettuata al di fuori del mercato regolamentato della Borsa – cioè sui cosiddetti mercati over-the-counter (OTC) – attraverso accordi bilaterali fra le parti, analogamente è possibile acquistare e vendere elettricità all’ingrosso sui mercati OTC tramite i cosiddetti “Contratti bilaterali”, che rappresentano l’altro grosso canale, oltre alla Borsa elettrica, con cui l’energia è venduta ai grossisti.

Oggi i produttori di elettricità sono molteplici (il Decreto Bersani ha obbligato l’Enel a vendere molti impianti), e sono sia italiani che stranieri. I grossisti sono società come Enel Energia, Sorgenia, E.ON, Edison, Eni, Acea, A2A e decine di altre più piccole, da cui acquistano l’elettricità la totalità dei privati e la maggior parte delle aziende italiane (si noti che la vecchia “Enel” è separata, oggi, in più società, la più nota delle quali è Enel Energia, che opera sul mercato libero della vendita dell’energia).

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