Quali fattori influenzano i prezzi del petrolio?

I prezzi del petrolio sono controllati dai trader che fanno offerte sui contratti future sul petrolio nel mercato delle materie prime, o commodities. Ecco perché i prezzi del petrolio cambiano ogni giorno. Altre entità possono influenzare solo le decisioni di offerta degli operatori. Questi influencer includono l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) e i Governi di alcuni singoli Paesi grandi produttori, come ad es. l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti. Tra i fattori principali che influiscono sul prezzo del petrolio, vi sono: domanda e offerta, livello delle scorte, sentiment del mercato, situazione geopolitica, etc.

I prezzi del petrolio sono controllati dai trader che fanno offerte sui contratti future sul petrolio nel mercato delle materie prime, o commodities. Ecco perché i prezzi del petrolio cambiano ogni giorno. Altre entità possono influenzare solo le decisioni di offerta degli operatori. Questi influencer includono l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) e i Governi di alcuni singoli Paesi grandi produttori, come ad esempio l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti (grazie al petrolio di scisto).

I contratti future sul petrolio sono accordi per comprare o vendere petrolio in una data specifica futura ad un prezzo concordato. I futures del petrolio greggio, in pratica, sono contratti standardizzati negoziati in borsa in cui l’acquirente del contratto si impegna a ritirare dal venditore una determinata quantità di petrolio grezzo (ad esempio 1000 barili) ad un prezzo predeterminato in una data di consegna futura. I consumatori e i produttori di petrolio greggio possono così gestire il rischio del prezzo.

I trader di materie prime si dividono, infatti, in due categorie. La maggior parte sono rappresentanti di aziende che attualmente usano petrolio. Comprano la materia prima per la consegna in una data futura a un prezzo fisso. In questo modo, conoscono il prezzo del petrolio, possono pianificarlo economicamente e così ridurre o coprire il rischio per le loro società. I trader nella seconda categoria sono veri e propri speculatori. Il loro unico obiettivo è fare soldi dai cambiamenti nel prezzo del petrolio.

I produttori di petrolio greggio possono impiegare una copertura “breve” (short) per bloccare un prezzo di vendita per il petrolio grezzo che producono, mentre le imprese che richiedono petrolio greggio possono utilizzare una copertura “lunga” (long) per garantire un prezzo di acquisto per la merce di cui hanno bisogno. Questa copertura dei rischi nelle operazioni di compravendita a termine con cui l’operatore si cautela dall’eventualità di variazioni del prezzo si chiama, in gergo, “hedging”.

Molti future sul petrolio greggio sono invece negoziati da speculatori finanziari che si assumono il rischio di prezzo – che, al contrario, gli hedger cercano di evitare – in cambio di una possibilità di trarre profitto dal movimento favorevole del prezzo del petrolio greggio. Gli speculatori acquistano i future sul petrolio greggio quando credono che i prezzi del petrolio saliranno. Al contrario, venderanno i future sul petrolio greggio quando pensano che i prezzi del greggio scenderanno.

Ci sono tre fattori principali che i trader di materie prime considerano quando pongono sul mercato le offerte che creano i prezzi del petrolio. Il primo è l’offerta corrente di petrolio in termini di produzione. Dal 1973, l’OPEC ha limitato l’offerta del 61% delle esportazioni mondiali di petrolio. Ma la produzione di olio di scisto negli Stati Uniti è raddoppiata tra il 2011 e il 2014, e ciò ha creato un eccesso di petrolio, per cui  prezzi sono scesi a dicembre 2015 addirittura a $ 36,87 al barile.

I Paesi membri dell’OPEC. In verde più chiaro i Paesi che ne hanno fatto parte in passato.

L’OPEC normalmente taglierebbe l’offerta per mantenere il petrolio al suo prezzo-obiettivo di $ 70 al barile. In quell’occasione, ha permesso che i prezzi scendessero dal momento che non avrebbe perso denaro fino a quando il petrolio non raggiungeva i $ 20 al barile. Le decisioni dell’OPEC, di solito, hanno una considerevole influenza sui prezzi internazionali del petrolio. Contrariamente ad altri cartelli, l’OPEC è riuscita con successo a incrementare il prezzo del petrolio per lunghi periodi.

In particolare, l’Arabia Saudita ha una buona capacità di influenzare il prezzo del petrolio a livello mondiale, poiché – con molti membri a produzione piena – l’Arabia Saudita è l’unico membro con capacità di scorta, e la possibilità di aumentare la produzione se necessario. Comunque, la possibilità dell’OPEC di innalzare i prezzi ha dei limiti: un incremento eccessivo nei prezzi del petrolio tende a far diminuire i consumi; inoltre, può incoraggiare l’utilizzo di fonti alternative di energia e un maggiore risparmio.

Il secondo fattore importante che i trader considerano è l’accesso alla fornitura previsto per il futuro. Questo dipende, innanzitutto, dalle riserve di petrolio, oltre che dalla situazione geopolitica. Si guarda quanto è disponibile nelle raffinerie dei principali Paesi e nelle riserve strategiche di petrolio. È possibile accedere a tali riserve molto facilmente per aumentare la fornitura se i prezzi diventano troppo alti. L’Arabia Saudita può anche sfruttare la sua ampia capacità di riserva.

Il terzo fattore importante è la domanda di petrolio, in particolare nei Paesi maggiori consumatori, come ad esempio gli Stati Uniti. La domanda aumenta durante la stagione di guida estiva. Per prevedere la domanda, vengono utilizzate le previsioni sul traffico autostradale per determinare, ad esempio, il potenziale uso di benzina. Durante l’inverno, si usano le previsioni meteorologiche per determinare il potenziale consumo, in particolare, di olio per riscaldamento domestico.

Un altro fattore chiave nel determinare i prezzi del petrolio è il “sentiment”. La semplice convinzione che la domanda di petrolio aumenterà drammaticamente ad un certo punto nel futuro può comportare un drammatico aumento dei prezzi del petrolio nel presente, in quanto speculatori e hedger egualmente chiudono i contratti future sul petrolio. Certo, è vero anche il contrario, il che significa che i prezzi del petrolio possono dipendere, a volte, dalla “psicologia” del mercato.

Secondo la Energy Information Administration (EIA) americana, vi sono 7 fattori chiave che possono influenzare i mercati petroliferi: fattori fisici di mercato e quelli relativi al commercio e ai mercati finanziari, come schematizzato nella figura che riportiamo qui sotto. Questa agenzia esplora i possibili collegamenti tra ciascun fattore e i prezzi del petrolio greggio. Sul proprio sito web, l’EIA pubblica grafici aggiornati regolarmente che descrivono gli aspetti di tali relazioni.

I 7 principali fattori che influenzano il prezzo del petrolio secondo l’EIA. (fonte: EIA)

Ovviamente, anche le potenziali crisi mondiali nei paesi produttori di petrolio aumentano drammaticamente i prezzi del petrolio. Questo perché gli operatori temono che la crisi limiterà l’offerta. Ciò è accaduto, ad esempio, nel 2012, quando l’Iran ha minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz. Anche i disordini in Libia, Egitto e Tunisia nella primavera del 2011 avevano causato alti prezzi del petrolio. E nel 2006 i prezzi del petrolio erano aumentati di $ 10 al barile per i timori sollevati dalla guerra israelo-libanese.

Infine, anche il ciclo dei prezzi delle materie prime incide sui prezzi del petrolio, sebbene su tempi più lunghi rispetto a domanda, offerta, livello di scorte e sentiment. Da una prospettiva storica, sembra esserci un possibile ciclo di 29 anni (più o meno uno o due anni) che regola il comportamento dei prezzi delle materie prime. I maggiori picchi dell’indice delle materie prime si sono verificati nel 1920, 1951 e 1980. Il petrolio ha raggiunto il picco con l’indice delle materie prime sia nel 1920 sia nel 1980.

Puoi trovare maggiori informazioni sull’argomento e, soprattutto, abbattere notevolmente la tua bolletta energetica con la guida pratica alla scelta del fornitore luce e gas sul mercato libero, che puoi trovare qui. Non capisco, infatti, perché in Italia si debba continuare a pagare l’energia più che in tutta l’Europa!



Leave a Reply