Tariffa luce a prezzo fisso: quando conviene?

Le offerte a prezzo fisso sono di solito dedicate alle utenze alimentate in bassa e media tensione dei clienti che vogliono pagare sempre lo stesso prezzo coprendosi dal rischio di rialzi, ad esempio come conseguenza dell’aumento del prezzo del petrolio sui mercati. Si tratta infatti di una tariffa in cui prezzo è bloccato per 12 o 24 mesi, ovvero per 1 o 2 anni, indipendentemente dall’andamento del mercato, cioè della Borsa elettrica, cui invece di solito le tariffe elettriche sono in qualche modo “agganciate”. Ma quando conviene optare per una tariffa luce a prezzo fisso al posto delle normali tariffe indicizzate?

Le componenti tariffarie della bolletta elettrica sono fondamentalmente quattro: (1) la spesa per la materia energia; (2) la spesa per il trasporto e la gestione del contatore; (3) le imposte, ovvero l’Iva e l’accisa; (4) la spesa per i cosiddetti “oneri di sistema” (messa in sicurezza del nucleare, contributi per le tariffe elettriche alle ferrovie ma soprattutto per le energie rinnovabili, etc.). Il prezzo di vendita della materia prima energia (1) agli utenti del mercato libero è oggetto della libera trattativa tra le parti.

L’energia elettrica ha un prezzo diverso a seconda del momento in cui la si utilizza: in generale, è più cara durante il giorno, quando c’è più richiesta, mentre costa meno la sera, la notte e durante i giorni festivi. Per tale ragione, i moderni contatori elettronici rilevano i consumi elettrici distinguendoli in fasce (F1, F2 e F3), in modo da permettere la loro fatturazione con costi opportunamente diversi se si è scelto un contratto di fornitura con tariffe biorarie al posto del tradizionale contratto con tariffa monorario.

Generalmente il fornitore quota una terna di prezzi della componente energia per le 3 fasce F1, F2 e F3 (o una coppia, se adotta le fasce peak/off peak). Tali valori possono essere fissi per tutta la durata del contratto o, più probabilmente, essere indicizzati ad un parametro che li lega all’andamento del costo del petrolio (da cui i costi di produzione dell’energia nelle centrali termoelettriche ad olio combustibile e a gas dipendono in maniera più o meno diretta) o al prezzo sulla Borsa elettrica (PUN).

L’importo che dovrai pagare con un contratto a prezzo fisso dipenderà semplicemente dai tuoi consumi (e quindi dai “kWh” indicati in bolletta). Ciò significa che, se sai quanto e quando prelevi energia, allora sei in grado di prevedere perfettamente quanto ti costerà l’energia, senza sorprese. Naturalmente, il prezzo della componente energia di cui “fissi” il prezzo è una delle voci di spesa che pesano maggiormente nella bolletta stessa, rappresentando oltre il 40% dell’intero importo, ma non è l’unica.

Nelle offerte a prezzo fisso, il costo della materia prima viene determinato univocamente in fase di negoziazione e del contratto e poi rimane in qualche modo “blindato” per tutta la durata della fornitura (tipicamente annuale, ma può essere anche per 24 mesi, cioè 2 anni). L’adesione ad una offerta a prezzo fisso può essere gradita al cliente finale, sostanzialmente, per due ordini di motivi: (1) Definizione a priori del budget di spesa; (2) Copertura dal rischio di salita dei prezzi.

La quotazione del prezzo fisso fatta dal fornitore di elettricità è, naturalmente, funzione dell’andamento delle curve previsionali del costo della materia prima nel periodo di fornitura. Questo significa che la quotazione a prezzo fisso dipende dalle aspettative che il mercato ha oggi circa l’andamento dei prezzi dei combustibili come ad es. il petrolio o il gas (e quindi dei relativi indici energetici) nel periodo futuro di consegna, argomento che abbiamo illustrato in altri articoli di questo sito.

Per valutare un’offerta a prezzo fisso da parte di un fornitore di energia occorre quindi: (1) avere una propria idea dell’andamento futuro dell’indice della Borsa elettrica italiana per tutto il periodo contrattuale; (2) confrontare la tariffa fissa con quella non fissa (cioè indicizzata) e con quella di altri fornitori. Ma attenzione! In ogni caso, quello che rimane fisso non è il prezzo complessivo per kWh, ma solo la “componente energia” del prezzo dell’elettricità a rimanere bloccata per 1 o 2 anni.

Può capitare quindi che aumentino nel frattempo altre voci della bolletta e che il risparmio  non si riveli poi quello atteso. Del resto, la quota energia pesa solo per circa il 50% sul totale della bolletta elettrica, quindi risparmiare il 10% su tale componente si traduce in un risparmio dell’ordine del 5% sul totale della bolletta. Ad esempio, la recente riforma tariffaria ha aumentato fortemente l’incidenza dei costi fissi in bolletta sia per chi ha bassi consumi sia per la famiglia media italiana (che consuma 2.700 kWh annui).

In pratica, scegliere fra offerte a prezzo fisso e offerte a prezzo variabile (cioè indicizzato) è un po’ come scegliere fra un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. Spesso vediamo che i tassi variabili sono più bassi del tasso fisso. Il tasso fisso risulta essere più elevato perché è il fornitore del mutuo che si accolla il rischio che i tassi possano andare su. Però questo “accollo di rischio” ha un prezzo e lo si paga. La stessa cosa vale nel caso dell’energia elettrica, quando si sceglie un’offerta a prezzo fisso.

In altre parole, nel caso di offerte a prezzo fisso, il rischio della variazione dei prezzi finisce in capo al fornitore, il quale dovrà tutelarsi prevedendo un margine in più a copertura del rischio. Dato che nessuno ha la certezza che il prezzo futuro dell’energia aumenterà, la scelta di un’offerta a prezzo fisso rappresenta per il consumatore un rischio, non invece un’offerta indicizzata al PUN – il “Prezzo Unico Nazionale” sulla Borsa elettrica – ovvero agganciata all’andamento del mercato energetico.

Di solito, un cliente privato non possiede le competenze per imbarcarsi in una scommessa del genere, che vale la pena lasciare a trader o esperti del settore. Si tratta infatti di fare una scommessa in cui nel 50% dei casi si può vincere e nel 50% dei casi si può perdere. Meglio quindi acquistare a prezzi che rappresentano il valore di mercato dell’energia, risparmiando così pure quell’extra-margine che i fornitori prevedono nelle quotazioni a prezzo fisso per accollarsi il rischio di oscillazione dei prezzi.

Viceversa, se sei un imprenditore, con il prezzo fisso puoi pianificare la spesa energetica con la massima serenità. Le aziende in cui il costo dell’energia si riflette pesantemente sul prezzo finale del proprio prodotto normalmente preferiscono la certezza di un prezzo fisso (che però, come detto, in realtà pagano “caro”). Viceversa, esistono aziende che possono “permettersi” le incertezze nelle fluttuazioni nel prezzo di acquisto dell’energia e quindi preferiscono i “rischi” di un prezzo indicizzato.

In conclusione, l’offerta ideale per un altro può non essere conveniente per te. Per un confronto affidabile fra le numerosissime offerte presenti sul mercato devi valutare anche quando consumi e la presenza di eventuali clausole/bonus particolari all’interno del contratto. Esistono software di simulazione usati dai professionisti che in pochi secondi confrontano centinaia di offerte, simulando scenari di consumo e andamenti degli indici. Oppure comparatori online più semplici per il grande pubblico.

Inoltre, devi conoscere il mercato dell’energia e il suo andamento, per capire se i prezzi che ti propongono sono eccessivamente alti. Infine, se ti accorgi che il contratto che hai scelto ti sta penalizzando fortemente, non esitare a contattare il tuo fornitore di energia anche prima della scadenza naturale del contratto sottoscritto per recedere dal contratto in essere e rinegoziare al più presto dei nuovi prezzi per te più convenienti, con la minaccia di passare altrimenti ad altro fornitore.

Puoi trovare maggiori informazioni sull’argomento e, soprattutto, abbattere notevolmente la tua bolletta energetica con la guida pratica alla scelta del fornitore luce e gas sul mercato libero, che puoi trovare qui. Non capisco, infatti, perché in Italia si debba continuare a pagare l’energia più che in tutta l’Europa!

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