“Tutela simile”: cos’è e come funziona?

Dal 1° gennaio 2017, è possibile optare per il contratto di energia elettrica chiamato “di Tutela Simile”, che, pur essendo un contratto sul mercato libero, è stato scritto dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) e può essere sottoscritto tramite un sito web creato dall’Autorità stessa. Si può optare per tale fino al 30 giugno 2018, dopodiché si può sempre scegliere per un contratto Placet o di rimanere nel mercato a maggior tutela fino alla sua abolizione, ed in tal caso si confluirà d’ufficio nel Servizio di Salvaguardia, di cui occorre confrontare i costi con quelli del mercato libero.

La Tutela Simile è una particolare tipologia di contratto di fornitura di energia elettrica di durata di 12 mesi e non rinnovabile predisposto dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), e grazie al quale continuano ad essere applicate – ma questa volta non dal fornitore del mercato “a maggior tutela” bensì dai fornitori sul mercato libero – le condizioni economiche e contrattuali definite dall’Autorità stessa per il servizio di Maggior Tutela, che verrà abolito a partire dal 1° luglio 2020.

In altre parole, dato che partecipazione al mercato libero però necessita di un certo grado di informazione e di consapevolezza che il consumatore deve acquisire (tradotto: se non si è esperti, può essere un “bagno di sangue”) per agevolare la transizione al mercato libero – peraltro non obbligatoria e non necessariamente conveniente – ai consumatori domestici e alle piccole imprese, l’Autorità ha deciso di accompagnare il consumatore verso il mercato libero con un contratto che lo tutelerà per (solo) 12 mesi.

Tale contratto, pur venendo offerto sul mercato libero, è composto da condizioni contrattuali definite dall’Autorità, obbligatorie ed omogenee per tutti i venditori. Le condizioni economiche sono analoghe a quelle del servizio di Maggior Tutela, ma con la riduzione di un “bonus una tantum” – a favore del cliente qualora il contratto perduri per tutti i 12 mesi – diverso da fornitore a fornitore, che viene applicato nella prima bolletta. Insomma, con il bonus già c’è una cattiva “sorpresa”, cioè un prezzo in più da pagare.

Ma l’aspetto davvero più positivo è che le offerte di Tutela Simile sono facilmente confrontabili tra loro e con il servizio di Maggior Tutela. Tutti i clienti domestici e le piccole imprese che sono attualmente serviti in Maggior Tutela – si tratta di circa 20 milioni di utenze – possono scegliere il contratto di Tutela Simile, autonomamente o con l’aiuto di una delle Associazioni dei consumatori o di categoria per le piccole e medie imprese accreditate presso Acquirente unico, definite “facilitatori”.

Se non vi sentite sicuri delle vostre scelte, considerate l’idea di rivolgervi a un’associazione di consumatori. Non firmate un contratto se non sapete cosa state facendo.

Il contratto di Tutela Simile è un contratto web, che può essere stipulato con il fornitore, in modo semplice e intuitivo, attraverso il sito www.portaletutelasimile.it. Su tale sito, il cliente può scegliere in modo facile tra un numero limitato di offerte commerciali, semplici e standard, in funzione del valore del bonus una tantum offerto dai vari venditori del mercato libero. In questo modo, almeno, non avendo a che fare direttamente con il fornitore, si è certi che non vi rifilino un’offerta diversa.

Il cliente può aderire alla Tutela Simile fino al 30 giugno 2018, in quanto la fornitura ha una durata massima di 12 mesi e dopo il 30 giugno 2019 l’Autorità non fisserà più le tariffe dell’energia. Ciò spiega perché non si potrà scegliere questo tipo di contratto dopo tale data. Ma in tal caso, se proprio si vuole tentare l’avventura del mercato libero, dopo il 30/6/18 si può comunque optare per il contratto Placet, predisposto dall’Autorità e sotto molti aspetti migliore rispetto al contratto di Tutela Simile.

Alla scadenza del contratto di Tutela Simile, il Cliente può scegliere se rimanere con lo stesso fornitore sottoscrivendo una nuova offerta sul Mercato Libero (“hic sunt leones”, ovvero qui ci sono i leoni, perché è proprio a quel punto che potrebbero iniziare le fregature!) oppure può stipulare un contratto di Mercato Libero con un fornitore diverso. In caso di mancata conclusione di un nuovo contratto, il Cliente finale resta con il fornitore scelto per la Tutela Simile e la fornitura non verrà mai interrotta.

In tal caso, se cioè il Cliente non riceve o non accetta le nuove condizioni economiche proposte dal fornitore, gli vengono applicate le condizioni contrattuali ed economiche del Mercato Libero in base a una struttura standard definita dall’Autorità, insomma ci si trova di fatto sul mercato libero ma con nessuna tutela sul lato delle tariffe da pagare. Resta salva la facoltà del cliente finale di richiedere di rientrare nel servizio di Maggior Tutela (in teoria fino a che esiste, cioè al 30 giugno 2019).

Si noti che, dal 1 ° gennaio 2017, il prezzo praticato sul mercato a maggior tutela – calcolato, come del resto anche prima, trimestralmente – è stato determinato tramite un più immediato allineamento con i costi di approvvigionamento sostenuti per servire i clienti. Ciò proprio per attenuare la transizione al mercato libero e abituare i clienti a districarsi in esso fra tariffe che variano quasi in tempo reale (in pratica, mese per mese). Il servizio di Maggior Tutela resterà in vigore fino al 30/6/20.

Il lettore si chiederà, a questo punto, qual è la differenza fra il contratto a Tutela Simile e il contratto Placet. Abbiamo dedicato al Placet un lungo articolo, al quale pertanto rimandiamo. Tuttavia, di seguito riteniamo utile fare un breve accenno. Aggiungiamo anche che, per aiutare i consumatori, entro agosto 2018 sarà attivo un sito web che farà capo ad ARERA e che raccoglierà tutte le offerte Placet, consentendo così agli utenti di confrontarle tra loro senza dover visitare i singoli siti dei fornitori.

I contratti Placet, introdotti dalla delibera 89/2018/R/com di ARERA del 15/2/18 ed entrati in vigore il 1° marzo 2018, rappresentano offerte “ibride” fra quelle – che verranno eliminate – del mercato a maggior tutela, in cui i prezzi e le condizioni contrattuali erano fissate dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG, di recente diventata ARERA), e quelle del mercato libero, caratterizzate da una completa libertà per quanto riguarda prezzi e condizioni contrattuali, e quindi gravide di “brutte sorprese”

L’uniformità delle condizioni contrattuali (definite escludendo ogni altro servizio aggiuntivo) e l’uniformità della struttura di prezzo permetteranno agevoli confronti diretti tra i prezzi delle diverse offerte Placet proposte dai venditori. Per garantire la maggiore semplificazione e confrontabilità delle condizioni contrattuali delle offerte Placet, tutti i venditori hanno la facoltà di utilizzare i moduli predisposti dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA).

Un esempio di modulo di contratto Placet per l’energia elettrica e clienti domestici.

Per avere il Placet, basta richiederlo ai singoli fornitori di luce e/o gas, meglio ancora se dopo aver visitato il loro siti web per controllare la loro presenza. Se non lo espongono o contemplano, non è un buon segno, essendo obbligati a includerlo nel loro ventaglio di offerte, per cui può convenire passare a considerare altri possibili fornitori. Di solito, infatti, la serietà di un fornitore si vede da tanti piccoli dettagli, soprattutto considerato che oggi si può richiedere e concludere un contratto a distanza via web.

Infine, va ricordato che non è affatto obbligatorio passare al mercato libero. Chi non lo fa, alla fine del mercato a maggior tutela – in pratica dal 1° luglio 2019 – finisce in “regime di salvaguardia”, e riceverà la bolletta dal fornitore unico che ha vinto l’asta per fornire tale servizio nella propria regione. Il fornitore del servizio di salvaguardia applica un sovrapprezzo alla componente energia che può essere inferiore o superiore ai sovrapprezzi (spread) medi del mercato libero, a seconda delle regioni.

Naturalmente, se si finisce nel regime di salvaguardia e si ritiene di pagare l’energia troppo, si può in qualsiasi momento passare al mercato libero, scegliendo il fornitore che si preferisce. Allo stesso modo, se si passa al mercato libero e non ci si trova bene, già dopo un paio di mesi (sostanzialmente i tempi tecnico-amministrativi) si può tornare in regime di salvaguardia facendone richiesta all’esercente unico in quel momento per la propria regione, senza alcuna interruzione della fornitura elettrica.

Puoi trovare maggiori informazioni sull’argomento e, soprattutto, abbattere notevolmente la tua bolletta energetica con la guida pratica alla scelta del fornitore luce e gas sul mercato libero, che puoi trovare qui. Non capisco, infatti, perché in Italia si debba continuare a pagare l’energia più che in tutta l’Europa!

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